Open Government: la Lombardia scrive il primo piano regionale


L’Italia, in questi mesi, sta prendendo confidenza con gli Open Data: si moltiplicano i portali degli Enti, proliferano le proposte di legge regionale in materia, se ne sta occupando la cabina di regia del Governo sull’Agenda Digitale.

Spesso, però, si perde di vista il fatto che la disponibilità on line dei dati del settore pubblico (in modalità tale da consentirne il riutilizzo) non è l’obiettivo finale ma, piuttosto, il primo passo verso un nuovo modo di concepire l’attività di governo.

Open Data, infatti, rappresenta il primo mattone nell’adesione alla dottrina dell’Open Government (letteralmente “governo aperto”), secondo cui l’amministrazione deve essere trasparente a tutti i livelli e consentire un controllo continuo del proprio operato mediante l’uso delle nuove tecnologie. Non è un’idea nuova: un’amministrazione che intavola una costante discussione con i cittadini, in modo da sentire quello che hanno da dire, e che prende decisioni basate sulle loro necessità.

Tutto questo, che era già auspicabile per un’amministrazione tradizionale, oggi diventa possibile grazie alle nuove tecnologie in modo da combattere inefficienze e corruzione nel settore pubblico.

Per questo motivo, a partire dagli USA, si è sviluppato un movimento che ha visto governi e società civile usare le stesse parole: trasparenza, partecipazione, collaborazione. Questo movimento cresce velocemente perché amministrazioni e cittadini ne percepiscono ben presto i vantaggi e diviene una buona prassi. Nel mese di settembre 2011, in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è stato avviato un importante progetto denominato Open Government Partnership, una vera e propria alleanza mondiale per l’Open Government. La Partnership ha alla base una dichiarazione molto importante in cui si legge:

Accettiamo la responsabilità di cogliere questa occasione per rafforzare i nostri impegni per promuovere la trasparenza, combattere la corruzione e consentire ai cittadini di sfruttare la potenza delle nuove tecnologie per rendere il governo più efficace e responsabile.

Ci impegniamo con i cittadini per migliorare i servizi, gestire le risorse pubbliche, promuovere l’innovazione e creare comunità più sicure. Abbracciamo i principi della trasparenza e dell’Open Government al fine di conseguire prosperità e benessere.

In Italia, finora, in pochi hanno iniziato a parlare espressamente di Open Government. Per questo motivo, credo che sia importante e degna di nota l’iniziativa di Regione Lombardia che ha deciso, nell’ambito delle iniziative per l’attuazione dell’Agenda Digitale Lombarda, di non fermarsi agli Open Data.

La Regione, infatti, ha intenzione di predisporre un proprio piano in materia di Open Government e intende farlo nel modo più aperto e collaborativo possibile, facendo affidamento sugli esperti che, finora, hanno studiato l’Open Gov e su una vera e propria consultazione pubblica.

Il primo passo del processo per la predisposizione del documento è rappresentato dalla costituzione di un gruppo di lavoro (costituito da cinque esperti che avrò il piacere – e la responsabilità – di coordinare) che avrà il compito di preparare in bozza il documento.

Gli esperti saranno scelti in base ad una call aperta a tutti, pubblicata sul BUR di Regione Lombardia e disponibile on line a questo indirizzo.

Tutti coloro che sono interessati a candidarsi possono partecipare, ma attenzione: c’è tempo solo fino alle ore 12 del 6 aprile 2012.

uncle sam

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