29 Ottobre 2010 Open Government Open Links

Open Data in Italia, qualcosa si muove: ecco la Italian Open Data Licence: v 1.0


Qualche giorno fa è stato presentato MiaPA, innovativo servizio di social check-in applicato alla Pubblica Amministrazione; con l’occasione è stato avviato quello che può essere definito il primo esperimento organico di Open Data di un’Amministrazione Statale italiana.

Italian Open Data Licence v 1.0

Infatti nella pagina in cui è possibile scaricare i dati della Rubrica della Pubblica Amministrazione si legge che gli stessi sono stati “liberati” con una licenza aperta sviluppata ad hoc: la Italian Open Data Licence (IODL) v 1.0.

In questo articolo pubblicato sul sito di ForumPA ho provato a spiegare perché, a mio avviso, il progetto IODL è una gran bella notizia per tutto il movimento Open italiano.

Chi segue questo blog sicuramente ricorderà che, in più occasioni, mi sono occupato delle licenze che – di solito – vengono usate per i contenuti delle Pubbliche Amministrazioni (tra gli altri: sito ENIT, sito NORMATTIVA): gli Enti spesso utilizzano il copyright per limitare l’utilizzo dei dati pubblici e raramente usano licenze aperte; in questo contesto l’adozione della IODL rappresenta già una piccola rivoluzione: la nuova licenza, infatti, ha la finalità di favorire

la libera e gratuita consultazione, estrazione, riproduzione e riutilizzo dei dati e delle informazioni in essa contenuti da parte di chiunque vi abbia interesse per qualunque fine

Innanzitutto si capisce che dietro c’è una strategia che non è relativa solo ai dati di MiaPA (non avrebbe avuto senso costruire una licenza solo per la rubrica  degli uffici) e la strategia prevede una licenza – in italiano – di tipo aperto (in modo non dissimile da quanto previsto dal Governo inglese con la OGL accolta con entusiasmo da autorevoli personalità come David Eaves).

Naturalmente ci sono diversi aspetti da rivedere e perfezionare (come in ogni “v 1.0” che si rispetti) e nelle prossime settimane sicuramente sarà opportuno approfondirli in vista di future versioni della licenza che, nelle intenzioni di chi l’ha redatta, dovrebbe affermarsi come strumento valido per tutti i casi di “liberazione” dei dati pubblici.

Se dietro alla IODL c’è la filosofia aperta che si legge nella premessa, le future versioni accoglieranno sicuramente i  suggerimenti della comunità.

4 commenti su “Open Data in Italia, qualcosa si muove: ecco la Italian Open Data Licence: v 1.0

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