Violazione del copyright: da che pulpito viene la predica!


Ha sicuramente qualcosa di paradossale la notizia (appresa via Slashdot) che l’UMP, il Partito del Presidente francese Sarkozy, è stato accusato di aver violato il copyright. Il sito canadese CBC riferisce, infatti, che l’UMP avrebbe usato la canzone “Kids” del gruppo statunitense MGMT per alcuni spot elettorali e video diffusi sul web senza corrispondere alla band le somme necessarie.
Di fronte alle rimostranze dei MGMT il partito del Presidente ha ammesso la violazione del copyright, offrendo simbolicamente la somma di 1 Euro (avete letto bene, un solo euro) quale compenso e ristoro.
L’avvocato della band -comprensibilmente – ha affermato che si tratta di un’offerta offensiva e, respingendola, ha preannunciato l’inizio di azioni legali.

Si tratta di una notizia destinata a suscitare molto clamore, se si tiene conto che proprio Sarkozy e la sua maggioranza si sono contraddistinti per una linea dura nei confronti delle violazioni del copyright, elaborando la dottrina dei c.d. three strikes.

Superato il lato ironico della vicenda, probabilmente questa storia (che sicuramente si chiuderà in via transattiva) può apportare un contributo nel dibattito sul futuro del copyright dal momento che ha sicuramente fornito ai governanti francesi maggiore consapevolezza delle problematiche sottese al delicato rapporto tra diritto d’autore e nuove tecnologie.

Un pensiero su “Violazione del copyright: da che pulpito viene la predica!

  1. Sono tra quelli che beneficerebbe personalmente di una legge restrittiva sui diritti d’autore. Il mio ultimo libro Geocomputation and Urban Planning (http://www.springer.com/engineering/book/978-3-540-89929-7, http://www.amazon.com/Geocomputation-Planning-Studies-Computational-Intelligence/dp/3540899294) uscito da qualche giorno è già visionabile in larga parte su google books e scaricabile gratuitamente da rapidshare o depositfiles. Tenuto conto che si tratta di un volume in lingua inglese la perdita non è proprio banale. Bisogna porsi due problemi. Dove troverebbe un dottorando nigeriano 149 dollari per acquistare il mio volume. Perché se un mio studente fotocopia più del 15 % di un libro è perseguibile dalla legge mentre google books no. Bisognerebbe esaltare, quindi, il ruolo della rete come mezzo che limita le conseguenze prodotte dagli oligopoli. Bisogna precisare che sono penalizzate solo le più grandi case editrici internazionali, i piccoli editori italiani sono immuni da questo fenomeno. Sono contento di contribuire personalmente a questa causa, mi dispiace solo che internet non possa produrre gli stessi effetti su altri tipi di mercati condizionati da cartelli come quello immobiliare.

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