La Cabina di Regia alla ricerca del comma perduto


È una primavera di ottimismo e di fermento per l’innovazione: i lavori della Cabina di Regia sull’Agenda Digitale sono entrati nel vivo, sono state aperte anche due consultazioni pubbliche e cresce l’attesa per i decreti “DigItalia” che dovrebbero trasformare in legge i progetti del Governo (smart cities, open data, banda larga).

Confesso che, in questa fase, mi sembra che sia stato trascurato il profilo relativo all’e-government, e cioè alla digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, che pure rappresenta un fattore fondamentale per la modernizzazione di questo paese, la riduzione della spesa pubblica e – perchè no – il miglioramento della qualità della vita di cittadini e imprese.

I decreti DigItalia potrebbero rappresentare un’occasione unica per correggere quello che non ha funzionato fin qui, anche in relazione al Codice dell’Amministrazione Digitale (firme elettroniche, PEC, servizi on line), facendo in modo che questa norma venga davvero applicata dalle amministrazioni.
Una delle vicende sintomatiche della necessità di ritornare sul CAD (D. Lgs. n. 82/2005) è rappresentata dal c.d. “comma fantasma”. Mi spiego meglio.
L’art. 25, comma 4, CAD prevede testualmente che

“se al documento informatico autenticato deve essere allegato altro documento formato in originale su altro tipo di supporto, il pubblico ufficiale può allegare copia informatica autenticata dell’originale, secondo le disposizioni dell’articolo 23, comma 5”.

Ma il comma 5 dell’art. 23 non esiste, perchè l’articolo ha solo due commi.

Si tratta di una svista sintomatica del fatto che la normativa abbia bisogno di essere “ritoccata” per eliminare refusi, divenire efficace e facilmente applicata da chi lavora negli uffici (la domanda sul comma 5 è un classico di tutti i corsi che faccio sul CAD).

Qualcuno, all’interno della Cabina di Regia, riuscirà a trovare il comma perduto (e più in generale a dare nuovo impulso alla vera digitalizzazione della PA)?

Un pensiero su “La Cabina di Regia alla ricerca del comma perduto

  1. Ciao Ernesto,

    se devo dire la mia, non ho mai amato molto il CAD. Per tanti motivi.

    Il primo, è che mi sembra troppo di basso livello, molto orientato alle tecnologie di ieri e non guarda al futuro;
    il secondo è che, quando da qualche parte dice che gli enti producono i moduli (form) per i propri servizi, lascia ancora aperti interessi di parte e sopratutto lascia intendere che potrebbero esserci da 1 ad oltre 8000 modelli per lo stesso servizio.
    Ce ne sono altre, sarebbe lungo discuterne.

    Invece, nella consultazione ADI, sto inserendo alcune proposte che puntano proprio a risolvere in maniera radicale il tema della digitalizzazione nell’e-government.

    Ti inviterei a dare uno sguardo, a partire dalla mia pagina (sono 12 proposte). Ciao

    http://adi.ideascale.com/a/pmd/120167-18808

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Salvo dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono distribuiti con licenza CC BY-NC 4.0 | Privacy policy
Designed by Lago digitale