Il decreto “Salva Italia” cancella la privacy di imprese, enti e associazioni


E’ la notizia del giorno: il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto legge c.d. “Salva Italia” approvato nella serata di domenica dal Governo Monti.

In queste ore, in tanti sono impegnati nella lettura di questo importantissimo provvedimento e non mancano le sorprese. Una, in particolare, riguarda la privacy poiché il decreto legge modifica, in modo rilevante, il Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. n. 196/2003); infatti, l’art. 40 comma 2, del Decreto Legge prevede che:

“Per la riduzione degli oneri in materia di privacy, sono apportate le seguenti modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196:
a) all’articolo 4, comma 1, alla lettera b), le parole “persona giuridica, ente od associazione”sono soppresse e le parole “identificati o identificabili” sono sostituite dalle parole “identificata o identificabile”.
b) All’articolo 4, comma 1, alla lettera i), le parole “la persona giuridica, l’ente o l’associazione” sono soppresse.
c) Il comma 3-bis dell’articolo 5 è abrogato.
d) Al comma 4, dell’articolo 9, l’ultimo periodo è soppresso.
e) La lettera h) del comma i dell’articolo 43 è soppressa.”

La conseguenza di questo “intervento chirurgico” è che, da oggi, le disposizioni del Codice Privacy non si applicano più ai dati di imprese, enti e associazioni, mentre continueranno ad essere tutelate le persone fisiche.

In attesa di capire quali saranno gli effetti pratici di questo blitz (ad esempio, in relazione al telemarketing), mi chiedo perché il Governo abbia inteso inserire questa norma all’interno di un decreto legge per il rigore, la crescita e il consolidamento. Era veramente questo il primo “freno allo sviluppo” da eliminare?

Facebook: The privacy saga continues

3 commenti su “Il decreto “Salva Italia” cancella la privacy di imprese, enti e associazioni

  1. Beh adesso possiamo chiedere alle fondazioni politiche chi ci mette i soldi e loro non possono più appellarsi alla privacy… Mi sembra un buon passo avanti 🙂

  2. Sicuramente lo ritengono un costo inutile per le aziende, e questa convinzione è figlia di un sistema assurdo, che dal 2003 ha visto un esplosione di “consulenti privacy”, che non hanno apportato alcun beneficio alle aziende. Ancora oggi per la maggioranza di imprenditori privacy=informative ed adempimenti inutili. Beh staremo a vedere che succede. Toglieranno anche il freno allo sviluppo, ma cosa faranno i professionisti che operano seriamente in questo settore?

  3. La “semplificazione” non fa altro che completare il percorso iniziato a maggio di quest’anno con l’introduzione del sibillino e confuso comma 3bis dell’art. 5 che escludeva la privacy per persone giuridiche Enti ed associazioni ma solo “nell’ambito dei rapporti intercorrenti tra i medesimi soggetti” e “per finalità amministrativo contabili”.
    Attenzione, però, ad annunciare grande semplificazione e riduzione dei costi, qui si parla dei dati riguardanti le persone giuridiche, non dei dati personali riguardanti le persone fisiche che hanno rapporti con la persona giuridica (dipendenti, personale esterno, persone fisiche clienti/utenti, soci, professionisti etc.)

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