Da LeggiOggi.it: “Non chiamiamola trasparenza”


Da qualche giorno, sul sito del Governo italiano, sono reperibili le dichiarazioni patrimoniali dei Ministri e di (alcuni) sottosegretari, con l’indicazione di redditi, immobili di proprietà e partecipazioni azionarie.
Lo aveva annunciato il presidente Monti nella, ormai storica, conferenza stampa del 4 dicembre 2011 (quella delle lacrime del Ministro Fornero): adesso, dopo più di due mesi, la promessa è stata mantenuta.
In un Paese non abituato a chiarezza e trasparenza, le reazioni erano ampiamente prevedibili: il sito del Governo è andato giù per le tante visite, gli organi di informazione hanno dato grande risalto alla notizia con tanto (troppo) entusiasmo.
Sia chiaro: l’iniziativa è apprezzabile, ma è ancora troppo poco per poter essere soddisfatti.

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Un pensiero su “Da LeggiOggi.it: “Non chiamiamola trasparenza”

  1. Diciamo che questo è un piccolo passo avanti, anzi forse due: uno hanno pubblicato i loro guadagni, due lo hanno fatto online. Evidenzia anche una criticità: il sito del Governo non è dimensionato in modo corretto.

    Ad ogni modo anche a me non basta. Quando avremo tutti i dati di tutte le PA allora avremo davvero fatto un passo avanti.

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